Il mito del venerdì 13: origine della superstizione

13-Dic-2019  

Come è nata la paura del venerdì 13? Tradizionalmente è il 17 il numero per eccellenza che nella nostra tradizione è legato alla sfortuna, ma nel tempo l'accoppiata del venerdì col giorno 13 ha finito con l'assumere la stessa connotazione negativa, soprattutto per i più superstiziosi. Vediamo perché.

Venerdì 13 porta sfortuna

Non tutti lo sanno, ma esiste un termine appositamente coniato dallo storico del folklore Donald E Dossey per indicare la fobia verso il venerdì 13: si tratta della parascevedecatriafobia. Solitamente si presenta ogni anno due o al massimo tre volte. 

Si è soliti far risalire l'origine della fama funesta di venerdì 13 all’arresto dei cavalieri templari del 13 ottobre 1307, episodio raccontato anche dallo scrittore Dan Brown ne Il Codice da Vinci. Ma il legame tra questo episodio e la fama del venerdì 13 non ha riscontri effettivi.

Innanzitutto bisogna menzionare la mitologia cristiana e tornare alla crocifissione di Gesù, che avvenne di venerdì. E sempre nel quinto giorno della settimana sarebbero avvenuti altri episodi tremendi come la cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva e il Diluvio universale. Tredici erano inoltre le persone a tavola durante l’ultima cena di Gesù. Fa eccezione il Venerdì Santo, che è un giorno di buon auspicio invece. Anche per i musulmani il venerdì è un giorno infausto: è il giorno in cui Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito.

Il venerdì è il giorno di Venere e secondo la tradizione latina è quello in cui non si devono prendere decisioni importanti. Da qui il detto: "Di Venere e di Marte non si sposa, non si parte, né si dà principio all’arte".

L'associazione 13-sfortuna si riflette oggi in molti settori. Basti pensare agli aerei e agli alberghi: in alcune strutture il 13esimo piano esiste solo fisicamente, perché sugli ascensori è segnato come 14esimo. Stessa cosa per la numerazione delle stanze e le file dei posti sui velivoli. 

Autore: Giuseppina Dente