Rapporto Teens' Voice: chi sono i giovani di oggi?

15-Gen-2020  
  • rapporto teens voice

È stato presentata oggi, mercoledì 15 gennaio, a Villa Mirafiori (Roma) presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza la V edizione di Teens’ Voice

Si tratta di una ricerca, realizzata dal Dipartimento di Psicologia dei Processi di sviluppo e socializzazione e dal Salone dello studente Campus Orienta che intende analizzare valori e aspettative della cosiddetta generazione dei Millennial (nati a fine anni ’90) e della Generazione Z (i primi nati del Terzo Millennio).

Questi ragazzi sono stati chiamati a esprimersi su diversi argomenti: relazioni, scuola, società, lavoro. Ecco cosa è venuto fuori.

Teens' voice

La ricerca è stata effettuata somministrando un questionario ai ragazzi accorsi ai Saloni dello Studente Campus Orienta organizzati in 13 città italiane, da Nord a Sud, per un totale di 1.270 studenti fra i 17 e i 22 anni, per la maggior parte maturandi iscritti al 5° anno della scuola secondaria superiore (65%) e al 4° anno (31%).

Il questionario verteva su diversi temi: la percezione di sé stessi, la visione del futuro, il rapporto con la società contemporanea, le differenze di genere, la qualità dell’esperienza scolastica e extra-scolastica. Tutto questo, per capire chi sono i giovani di oggi e se effettivamente la percezione che ne abbiamo è corretta, se vengono raccontati in maniera aderente alla realtà. 

La ricerca è stata presentata da Pietro Lucisano (professore ordinario di Pedagogia sperimentale al dipartimento di Psicologia dei Processi di sviluppo e socializzazione dell’Università di Roma), Emiliane Rubat du Mérac (ricercatrice presso lo stesso dipartimento), Domenico Ioppolo (chief operating officer di Campus Orienta – Salone dello Studente). Presente in qualità di moderatore anche il giornalista Piero Badaloni, vicepresidente Associazione Stampa Romana.

I dati presentati (raccolti in 5 anni di ricerca), fanno capire che non conosciamo davvero questi ragazzi, che è una generazione "senza voce" perché incapace di raccontarsi in modo veritiero, ma che ha tanto da dire. E piano piano sta trovando il modo di farlo. 

Per quanto riguarda il lavoro, ad esempio, è emerso che lo percepiscono come qualcosa di molto importante, ma non per cui valga la pena sacrificarsi e immolarsi. Dunque vogliono la loro libertà, la loro flessibilità, vogliono potersi dedicare al loro tempo libero: ne hanno una concezione decisamente diversa da quella dei loro padri insomma.

Meravigliano i risultati che riguardano l'argomento social: la rete viene utilizzata per il 40% per scopi legati all'apprendimento e allo studio e solo per il 30% per attività ludiche e per un altro 30% per attività sociali. 

Buona la considerazione che hanno della scuola in quanto valore, ma meno buona la considerazione che hanno del contesto effettivo. Chiedono insegnanti più giovani, più preparati, programmi di studio aggiornati, strutture non fatiscenti. E chiedono che ci sia rispetto per tutti, apertura mentale, libertà di espressione. I temi che hanno maggiormente a cuore sono l'ambiente, le differenze etniche e sessuali, la meritocrazia, la democrazia, la convivenza civile.

Insomma, si tratta di una generazione consapevole, con una coscienza di sé ben definita, ma anche con una percezione di sfiducia nel mondo che li circonda. Sanno leggere la realtà e i fenomeni contemporanei, ma non si sanno raccontare, forse perché non hanno forti punti di riferimento. Sanno di vivere in un mondo difficile, si sentono poco ascoltati, poco presi in considerazione, perché figli di un contesto che li ostacola e che ostacola il loro futuro, le loro prospettive, i loro sogni.

Autore: Giuseppina Dente

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